"Io non ho paura di vivere, ma nemmeno di morire..." continuavo a ripetermi nella testa. "Io voglio vivere ma non come se fossi morta" ... e poi mi accasciavo.
Lei mi faceva girare la testa, veramente... non capivo mai cosa aveva in mente eppure quando la guardavo negli occhi vedevo un sorriso così limpido e triste, come quello di un bambino che non può festeggiare il natale con doni e caramelle. Lei sembrava così pura, come un lago ghiacciato d'inverno, anzi lei era il ghiaccio, così sottile, così bello, all'apparenza così robusto, forte, impetuoso e maestoso ma nel momento in cui qualcosa si posasse troppo forte su di lei, finiva in frantumi e appariva così fragile, debole e sensibile... Spinto da una brezza così forte da non farla nemmeno avvicinare a se: era impossibile da scuotere.
Aveva uno sguardo sicuro e determinato, lo tengo ancora impresso nella testa e alcune volte lo temo: ho paura di vederlo qui difronte a me che mi sgrida per i miei sbagli, che si arrabbia con me per le bugie, ma credo ora sia troppo tardi.
Era gelida e soffocante, come se volesse dire tutto ma non diceva nulla. Faceva intendere ma non spiegava, e io ancora avevo troppe domande da porle, ma va bene così, mi accontento con il mio pensiero, forse corrotto, perchè ho fatto ciò che volevo e non vedrò più il suo triste sguardo cupo, ma il suo dolce sorriso di quando la mattina mi guardava con una tazza di the in mano e i capelli color grano che si illuminavano col sole.
Ormai non temevo più le sue mani affusolate e curate, quelle sue unghie perfettamente dipinte e quei suoi portamenti spacconi. Temo solo di rivederla, temo di mostrarle la verità, così sono fuggità, non ne avere male Alba. Non importa se fingevi un interesse verso di me, io udivo amore.