Mi batteva forte il cuore, ancora... mi mancava. Pensavo solo a quel suo aspetto impavido e a quella suo voce rude, insinuosa... temevo di non rivederla più e in fondo al cuore questa cosa un pò mi faceva male, come se la conoscessi da una vita... ma forse era solo dovuto al fatto che mi ricordava un pò mia madre.
Mi svegliai tardi, così tardi che il giornale era terminato, e io avevo la strana abitudine di leggere l'oroscopo, non solo il mio ma tutti, mi piaceva anche se non so perchè lo facevo, non ci credevo seriamente ma amavo fantasticare.
Scesi al bar, era tardi e presi un caffè, non avevo voglia di sprecare una così bella giornata soleggiata, mi sedetti in una panchina e lo sorseggiai.
Seduti vicino a me vi erano degli anziani che blateravano di quanto il mondo prendesse una piega subdola e superficiale. Io avevo un difetto tremendo: la curiosità.
"Hai sentito di quella ragazza che l'altra sera è stata picchiata e hanno trovato il suo corpo tumefatto vicino alla riva del mare?!"
"Si, si diceva fosse una prostituta."
"Allora le sta bene, queste giovani..."
Io le interruppi.
"Sapete come si chiamava?"
"No, signorina, per caso la conosceva?"
"Ho un presentimento negativo, forse mi sbaglio..."
"Era bionda e alta, o almeno ho sentito così, credo il suo nome iniziasse con la "A"."
"Oddio è lei, sapete dirmi altro?"
"Ho sentito che è stata ricoverata nell'ospedale della città, prova a chiedere la, magari sanno qualcosa in più."
"La ringrazio, mi scusi." e corsi li, immediatamente, come se non ci fosse altro in quel momento nella mia testa se non lei.
"Anche lei sarà una prostituta?"
"Non lo so, aveva un aspetto così innocente, magari è solo un amica o la sorella; per essere strana però lo era davvero parecchio..." - sentivo in lontananza.
Arrivai all'ospedale, chiesi di una ragazza di nome "Alba", raccontai ciò che sapevo e mi dissero che era lei, mi venne un magone, mi diedero il numero della stanza, mi dissero che nessuno si era mai interessato a venirla a trovare e mi riempirono di domande, mi chiesero se fossi una parente poichè molte volte era stata ricoverata per vari generi di violenze, eppure mai nessuno era venuta a chiedere di lei, ma per fortuna poco dopo mi lasciarono andare.
Nessuno era li con lei, eppure sembra che questa non la preoccupava, era sola e ferita ma aveva così tanta forza. A lei non interessava cosa dicevano o pensavano gli altri, lei faceva solo ciò che voleva, era così istintiva, come un animale alla ricerca di una preda, lei era perfetta.
Aveva un viso triste e debole ma lo cammuffava bene, io leggevo i sentimenti in maniera così lucida che la spaventavo. Mi avvicinai. Mi guardò, ma non disse nulla. Si capiva che era felice di aver visite, ma non poteva mostrarlo e non voleva.
"Chi sei? Hai sbagliato stanza...?" Mi chiese, quasi per non illudersi, lo sapeva benissimo e io lo capivo, voleva solo sentirsi dire da qualcuno che era li per lei.
"Sono la ragazza di ieri, ho sentito che ti era successo qualcosa e sono venuta a sapere se stavi bene o se ti serviva una mano." - risposi.
"Non ho bisogno di nessuno, vattene. Sto benissimo, cose da tutti i giorni, fra un pò mi riprenderò e andrò a fare quello che non ho finito ieri."
"Sono stati loro vero? Li ho sentiti!!!"
"Non sono affari che ti riguardano e non ti immischiare in cose più grandi di te!"
"Puoi denunciarli!"
"HO DETTO SMETTILA!"- Mi urlò contro, mi sentii malissimo, mi scese una lacrima.
Me ne stavo per andare quando una voce bassa mi disse...
"Aspetta..." - mi girai.
"Non volevo alzare la voce, non prendertela, sono cresciuta in un ambiente dove a nessuno importa degli altri, non sono abituata a questo genere di cose, non volevo essere sgarbata!"
Mi si illuminarono gli occhi come due fari nella notte, e smisi subito di piangere. Era troppo orgogliosa per ammettere che le aveva fatto piacere la mia visita ma io lo capivo, lo capivo bene e questo mi rallegrava un pò.
"Se vuoi posso aiutarti ad avere un nuovo lavoro, così la fai pagare a quelli che ti hanno ridotta così!"
"Non è importante ma se vuoi darmi una mano... per qualche giorno io dovrò restare qua, purtroppo mi hanno fatto il culo!"
Mi misi subito a cercare sui giornali e a chiedere a tutti, mi presi delle gran rispostacce, e occhiate negative, quanta bigotteria... ma io volevo solo farle un piacere, voelvo aiutarla così non mi persi d'animo e continuai a cercare un nuovo lavoro per lei.
Ore dopo tornai da lei... e senza dire nulla, ne salutare le urlai con gioia...
"Ho trovato un posto da cameriera!"
"E io ti sembro una puffetta con lo spolverino?"
Rispose sgarbatamente, dopo la fatica che avevo fatto, ci rimasi molto male.
"Se tu non lo vuoi, lo accetto io, il mio aiuto non ti serve allora, non so dove girano le persone come te...!"
"Ecco vai a piangere dalla mamma...!"
"Non ce l'ho una madre!!!!"
E calò il silenzio, forse si era accorta di aver fatto il passo troppo lungo della gamba ma io ero troppo attratta da lei, era una dea per me non me ne sarei andata dalla sua vita per così poco.
"Scusa, hai ragione, ho sempre fatto la donnaccia nella vita ma questo non vuol dire che da oggi non potrò iniziare una nuova vita, daltronde mi ispiri fiducia, accetterò questo lavoro solo se lo farai con me, da quando ti conosco mi hai scombussolato la vita a tal punto da farla diventare quasi positiva, in fin dei conti il tuo essere così stramba mi da allegria..."
Quelle parole mi riempirono il cuore di gioia, era una strada di montagna la mia, piena di buche e di vette eppure era perfetta così... il mio cuore si fermava di colpo e ripartiva all'impazzata.
Era come se ci completassimo, ognuno aveva la sua parte in ogni cosa, eravamo il perfetto apposto io traevo in lei la forza e lei l'umiltà.